Carissimi Cavalieri, gentili Ospiti, cari Amici, a tutti voi rivolgo il mio più cordiale benvenuto.
Quello che ci riunisce oggi non è un appuntamento come gli altri. È una serata speciale, perché ci offre l'occasione di celebrare un traguardo importante: cinquant'anni di vita della nostra Confraternita.
Cinquant'anni.
A pronunciarlo sembra quasi semplice, ma dietro questo numero ci sono persone, incontri, amicizie ed iniziative. Ci sono soprattutto cinquant'anni di passione e di impegno che hanno permesso alla nostra Confraternita di arrivare fino a qui.
Permettetemi, da vecchio Cavaliere, di dirvi quanto sia per me motivo di orgoglio e di emozione essere qui questa sera, a condividere con tanti amici un traguardo così importante.
Cinquant'anni però sono anche memoria e riconoscenza verso coloro che hanno contribuito a costruire la nostra storia. Alcuni sono ancora al nostro fianco, altri ci hanno lasciato, ma il loro ricordo rimane parte viva del nostro cammino.
Perché una Confraternita, prima ancora di essere un'associazione, è una comunità di persone. E sono le persone a costruirne la storia.
E allora torniamo per un momento a quel lontano 1976, l'anno in cui tutto ebbe inizio.
Era un'Italia molto diversa da quella di oggi. Eppure, guardando indietro, sorprende scoprire quante cose siano nate proprio in quell'anno e quante abbiano lasciato il segno negli anni a venire.
Nasceva il quotidiano la Repubblica.
Al cinema Robert De Niro interpretava Taxi Driver, un film destinato a diventare un cult.
In California, in un piccolo garage, Steve Jobs e Steve Wozniak muovevano i primi passi di quella che sarebbe diventata Apple.
Tina Anselmi diventava la prima donna ministro della Repubblica Italiana.
L'Italia del tennis conquistava per la prima volta la Coppa Davis.
Il Torino vinceva lo scudetto.
E mentre nel mondo si chiudevano e si aprivano pagine destinate a entrare nella storia, qui, nella nostra Alessandria, un gruppo di amici decideva di dare vita a qualcosa che, cinquant'anni dopo, è ancora con noi.
Con uno statuto vergato dal notaio Morandi, nasceva un'associazione che aveva — e continua ad avere — un obiettivo preciso: promuovere e valorizzare le eccellenze agroalimentari ed enologiche del nostro territorio, alle quali si è progressivamente affiancata anche una concreta attenzione alle iniziative benefiche. Tutto questo avveniva sotto la guida e la disponibilità di Cristoforo Ponzano, Ettore Autano, Giuseppe Taverna, Aldo Paglieri e l’indimenticata Mariella De Paoli Vaccarino.
A loro dobbiamo qualcosa che va ben oltre la semplice nascita di un'associazione. Dobbiamo un'idea.
L'idea che il territorio possa essere raccontato e valorizzato attraverso i suoi prodotti, le sue tradizioni e, soprattutto, attraverso le persone che quei prodotti e quelle tradizioni custodiscono. Ma se c'è una cosa che questi cinquant'anni ci hanno insegnato è che una tradizione vive soltanto se è capace di rinnovarsi. È con questo spirito che, insieme al Grande Consiglio, abbiamo ritenuto importante rafforzare il rapporto con la Camera di Commercio, nella convinzione che la valorizzazione della nostra cultura enogastronomica debba sempre più incontrare il mondo delle istituzioni, delle imprese e delle realtà che rappresentano il nostro territorio.
La nostra Confraternita ha sempre cercato di coltivare l'amicizia, la convivialità, il piacere dello stare insieme.
Lo abbiamo fatto attorno a una tavola, naturalmente, ma anche attraverso incontri, visite, viaggi e trasferte che ci hanno portato a conoscere altre realtà, altre persone e altre tradizioni. Abbiamo scoperto che incontrare gli altri significa, in fondo, conoscere meglio anche noi stessi. E questo è un altro modo di fare cultura.
Ed è bello poter celebrare tutto questo proprio qui, nella splendida cornice del Castello di Piovera.
Un luogo che, con la sua storia e le sue radici profonde, sembra quasi ricordarci ciò che siamo chiamati a fare:
custodire il passato senza fermarci ad esso. È questa, credo, la sfida che ci attende. Insieme al Grande Consiglio stiamo cercando di accompagnare la Confraternita verso un nuovo capitolo della sua storia. Non vogliamo cambiare per il gusto di cambiare. Non vogliamo cancellare consuetudini e tradizioni che fanno parte della nostra identità.
Vogliamo piuttosto aggiungere, arricchire, aprire nuove strade. Perché cinquant'anni non devono rappresentare un punto di arrivo. Devono essere la prova che un'idea ha saputo resistere al tempo e, nello stesso momento, l'occasione per darle nuova energia.
Questa sera, quindi, celebriamo certamente ciò che siamo stati.
Ma, ancora di più, celebriamo ciò che possiamo ancora diventare.E lo facciamo nel modo migliore possibile: insieme.
Carissimi Amici, non mi resta che ringraziarvi per la vostra numerosa partecipazione e per aver sempre creduto in questo progetto.
Lascio ora la parola agli amici Bruno Fara, Enrico Grossi, Mario Marchioni, Rosalba Marenco oltre che alla segretaria Graziella Firpo per la presentazione del nuovo labaro celebrativo.
Vittorino Molino
Gran Maestro
Cavalieri Terre di Marengo
Associazione
Cavalieri delle Terre di Marengo
Via San Lorenzo, 38 - Alessandria
C.F. 96036310066
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